Custodi dell'Appennino

L’Italia delle aree interne racchiude la parte più autentica e profonda del nostro Paese: un immenso patrimonio naturale e culturale che oggi sceglie di non subire passivamente le sfide dell’isolamento e del cambiamento climatico, ma di affrontarle attraverso l’innovazione. In questi territori la geografia smette di essere un fondale inerte e diventa il motore di un cambiamento profondo.

Nasce così la Green community Alta Sabina, una scelta di rottura rispetto alla gestione burocratica tradizionale, finanziata nell’ambito del PNRR (Investimento 3.2). Sotto la guida del Comune capofila di Rocca Sinibalda, dieci amministrazioni locali hanno deciso di superare i vecchi confini amministrativi per unirsi in un unico organismo vivente, capace di rigenerarsi attraverso la connessione e la circolarità delle proprie risorse: boschi, acqua, energia e turismo.

L’alleanza strategica unisce i comuni di:

Belmonte in Sabina Colle di Tora Longone Sabino Marcetelli Monteleone Sabino Poggio Moiano Poggio S. Lorenzo Rocca Sinibalda Torricella in Sabina Varco Sabino

Il passaggio strategico dalla gestione isolata dei singoli borghi alla cooperazione consortile rappresenta la chiave di volta che permette l’accesso ai fondi europei di NextGenerationEU. La struttura consortile supera la logica del semplice veicolo di spesa: diventa un’infrastruttura territoriale capace di integrare saperi esperti e conoscenze locali, trasformando i limiti dimensionali dei piccoli comuni in agilità strategica e consentendo la gestione unitaria delle biofiliere del territorio.

IN. Alta Sabina

Il perimetro di questa Green community non è una linea tracciata a freddo sulla mappa, bensì uno “spazio di risonanza” basato sull’omogeneità profonda delle risorse ecosistemiche e culturali. La sfida del progetto consiste nel trasformare i vincoli ambientali del territorio in asset competitivi di mercato, lanciando il marchio territoriale “IN. Alta Sabina” (Intelligenza Naturale)

Un impegno comunitario

La proiezione verso il futuro si è formalizza a due anni dall’inizio del progetto, nel “Contratto Territoriale Energia–Clima–Società 2026–2035”. Un documento strategico che assicura che le competenze e le azioni avviate non si esauriscano con il termine dei fondi del PNRR, ma si trasformino nella bussola per una gestione decennale e sostenibile del territorio.

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