Il rischio più grande dei fondi europei è costruire opere o implementare tecnologie che il territorio non saprà gestire nel lungo periodo. Il mandato di Futuritaly è nato proprio per scongiurare questo pericolo e garantire la massima efficacia degli investimenti.
L’obiettivo non era limitarsi a un presidio burocratico e al rispetto formale delle scadenze, ma supportare attivamente l’evoluzione delle Amministrazioni Pubbliche nella complessa gestione del Consorzio di Scopo. L’azione di advisory ha trasformato il Consorzio nel motore di un vero “Ufficio Comune di Progettazione“, un organo capace di autorganizzarsi e sopravvivere ben oltre la scadenza dei finanziamenti.
Per supportare la macchina amministrativa, sono stati redatti dei Vademecum per i titolari d’intervento. Uno strumento essenziale, rigorosamente allineato alle linee guida del Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie (DARA), che ha permesso di uniformare il monitoraggio, i processi e garantire la totale trasparenza delle procedure di rendicontazione per tutti i partner.
L’innovazione necessita di ascolto. Futuritaly ha coordinato e gestito la segreteria organizzativa di un calendario strutturato di incontri istituzionali nei Comuni del Consorzio. Un presidio costante, per tutta la durata del progetto, indispensabile per verificare la rispondenza delle azioni ai bisogni locali e per mantenere allineata l’intera rete.
La gestione della complessità è stata affidata a un hub operativo centrale. Il team ha svolto il ruolo cruciale di snodo tecnico-amministrativo per conto del Comune Capofila. Futuritaly ha mediato gli scambi informativi e coordinato i flussi operativi e di rendicontazione tra i grandi partner e fornitori strategici del progetto.
Per assicurare la vita del progetto, è stata condotta una mappatura e un’attrazione costante di risorse complementari. Questa strategia si è tradotta in successi tangibili: l’aggiudicazione del bando regionale “Sabin Hub” per la facilitazione digitale, la candidatura al programma FSE+ “Laboratorio del Sapere”, e la stesura del piano di sviluppo per il recupero delle aree dismesse.
Il valore strategico, amministrativo e l’innovazione del modello di governance di IN. Alta Sabina hanno ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti a livello nazionale.
L’intero lavoro di advisory strategica culmina nel suo output più ambizioso e lungimirante: il Manuale di Governance, questo documento costituisce una guida pratica per le Amministrazioni Locali.
Il Manuale definisce in modo scientifico l’architettura giuridica e operativa necessaria per gestire stabilmente le foreste, l’energia, il turismo e le infrastrutture dell’Alta Sabina, permettendo alle amministrazioni di superare i limiti del classico appalto pubblico.
Propone 3 modelli di gestione integrata innovativi
Un ente dotato di personalità giuridica caratterizzato da una governance stabile e multilivello. È lo strumento ideale per la gestione di infrastrutture territoriali complesse, servizi intercomunali e la valorizzazione integrata dei beni ambientali.
Il Public-Private-Community Partnership innova il classico PPP. Il privato non è solo un finanziatore, e la comunità locale viene integrata formalmente nei processi decisionali. Il modello perfetto per i servizi turistici e la gestione forestale.
Organismi di diritto privato ma “di interesse collettivo”, in cui i cittadini, in sinergia con gli enti locali, diventano soci e co-gestori. Il formato più diffuso in Nord Europa per gestire l’energia comunitaria (CER), gli spazi pubblici e i microservizi.
Il modello Alta Sabina è scalabile e a disposizione dei territori che vogliono governare attivamente la propria transizione.
Compila il form per ricevere il link alla diretta dell’evento