Animazione culturale

CUP: H44B22000030006

Il teatro come infrastruttura sociale

'intervento di Teatro Rigodon nell'Alta Sabina: una "macchina antropologica" che trasforma il vissuto del territorio in risorsa di sviluppo, unendo l'identità dei borghi con la rigenerazione comunitaria.

La "Sutura" della Memoria

Il territorio dell’Alta Sabina risente storicamente della frammentazione sociale legata alla creazione degli invasi artificiali negli anni ’30. In questo quadro, l’intervento di Teatro Rigodon nel progetto “CSR IN. Alta Sabina” (PNRR M2C1 Investimento 3.2) ha utilizzato il teatro e lo storytelling non come intrattenimento estemporaneo, ma come strumenti di indagine, ascolto profondo (Listening) e co-progettazione (Envisioning) per superare l’isolamento dei 10 comuni del Consorzio e innalzare l’autostima collettiva.

Lo spazio di risonanza del Cambiamento

Per attivare un ecosistema rinnovato, Teatro Rigodon ha costruito una rete capillare multi-attore che ha unito:

  • tutte le fasce d’età, tra giovani, adulti e anziani (supportando anche la sensibilizzazione e disseminazione del progetto di inclusione digitale di HelpAge);
  • istituzioni e attori locali, amministrazioni comunali, scuole, biblioteche e parrocchie;
  • il tessuto economico e sociale, operatori culturali, esercenti, artigiani, agricoltori, gruppi informali e singoli cittadini.

Le azioni della "Macchina Antropologica"

Il cuore operativo dell’intervento si è articolato in quattro azioni principali.

L'Archivio digitale dinamico

Una profonda mappatura e raccolta di testimonianze orali, foto, contenuti sonori, audiovisivi e testuali. Definito “macchina antropologica collettiva”, questo archivio non si limita a conservare la memoria, ma la processa in moduli narrativi pronti per generare podcast, installazioni digitali e documentari.

Il "Community Play" (Autodramma)

Una forma di rappresentazione popolare priva di finzione scenica. I cittadini non interpretano personaggi inventati, ma sono interpreti di se stessi e del proprio quotidiano (es. il racconto dei caduti davanti ai monumenti, la spiegazione delle erbe selvatiche o letture poetiche di strada).

Il FabLab "IL PANE BUONO. IL PANE BELLO."

Un laboratorio innovativo che unisce la fabbricazione digitale alle tradizioni locali. Ha promosso laboratori di panificazione partecipata alla ricerca di uno specifico “pane dell’Alta Sabina”, tramutandosi in uno spazio di performance, condivisione e micro-economia rigenerativa.

Installazioni urbane e "toponomastica fittizia"

Riapertura e allestimento artistico di case abbandonate per ridare voce a luoghi dimenticati. Introduzione della “toponomastica fittizia”, un atto poetico per rinominare le vie dei borghi basandosi sulle storie quotidiane e delle classi subalterne, storicamente escluse dalla toponomastica ufficiale.

La nascita dei "Corpi Sociali"

Il risultato più rilevante dell’intervento è la costituzione dei Corpi Sociali sui 10 comuni: ecosistemi relazionali distribuiti, flessibili e non gerarchici, nati dall’unione tra cittadini e istituzioni. Questi gruppi operano oggi in piena autonomia per promuovere azioni collettive, recuperare spazi dismessi, generare micro-economie e diffondere buone pratiche di sostenibilità attraverso i canali digitali.

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