La strategia generale del PNRR, di cui il progetto CSR Alta Sabina fa parte, puntava prevalentemente sulla dotazione di nuove infrastrutture fisiche (come gli impianti a biomassa o le colonnine di ricarica) e tecnologiche (come il Digital Twin e lo Smart Contract). Tuttavia, il punto centrale per il successo e la sostenibilità di questi investimenti risiedeva altrove: nel tessuto sociale.
L’analisi del territorio ha fatto emergere dinamiche umane complesse: comunità chiuse in logiche familiari (il “clan”), un forte campanilismo tra i 10 comuni, e una diffusa rassegnazione verso il futuro. A questo si aggiungeva una “ferita” storica mai rimarginata: la creazione dei laghi artificiali del Turano e del Salto negli anni ’30, che sottrassero terre agricole accelerando l’esodo.
Due i dati più esemplari:
Di fronte a questo scenario, non bastava calare soluzioni tecnologiche dall’alto: era necessario infrastrutturare le relazioni umane.
L’intervento di FLO (Felloni Lateral Office) si è posizionato come il vero pivot di questa trasformazione, agendo come facilitatore di sistema. L’obiettivo politico e sociale è stato chiaro alla redazione del principale obiettivo del Contratto territoriale: raggiungere il +5% della popolazione residente entro il 2035, trasformando l’Alta Sabina da territorio marginale a laboratorio d’avanguardia europea. La tecnologia avrebbe funzionato solo se supportata da una rinnovata fiducia tra le persone, in un vero e proprio percorso di auto-terapia territoriale.
Il lavoro di FLO si è sviluppato attraverso un rigoroso approccio design-driven in 6 fasi, progettando i processi relazionali prima ancora dei prodotti
Sono stati mappati 11 Servizi Ecosistemici e 139 portatori d’interesse locali. Sono stati condotti 1.530 minuti di interviste etnografiche utilizzando tecniche visuali (come il “River of Life”) per far emergere le paure e i bisogni profondi della cittadinanza.
I dati sono confluiti nella Social Ecosystem Map, rivelando come il futuro dipenda dall’equilibrio tra 4 pilastri inscindibili: patrimonio naturale, capitale sociale, patrimonio culturale e politiche pubbliche.
Attraverso 3 Laboratori di Comunità a Rocca Sinibalda, cittadini ed esperti hanno deciso le priorità, premiando l’idea di una nuova rete di servizi agricoli e definendo le regole della nuova economia locale non monetaria.
Il culmine è stata la redazione del Contratto Territoriale Energia, Clima e Società, firmato a Roma nel dicembre 2025. Non un semplice documento, ma 11 pilastri strategici vincolanti per garantire l’irreversibilità del cambiamento.
Per far sì che questo modello non resti un’esperienza isolata ma diventi replicabile ovunque, era essenziale poter misurare concretamente gli impatti e l’efficacia delle azioni.
Per questo, per assicurarsi che i progetti rispondano ai reali bisogni, il territorio si è dotato di una Voluntary Local Review (VLR), un potente strumento civico che coinvolge la comunità nell’autovalutazione dei risultati.
La VLR consente di localizzare e monitorare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 su scala locale. Per l’Alta Sabina, questo strumento rappresenta:
Un primato nazionale e un metodo scientifico
Quella di IN. Alta Sabina è tra le prime esperienze italiane ad aver realizzato una VLR su scala intercomunale, attraverso un percorso dal basso, partecipato e integrato nelle strategie locali.
Il processo decisionale ha preso vita all’inizio del 2025 a Poggio Moiano, dove i sindaci, in collaborazione con il Politecnico di Torino, hanno lavorato per definire gli indicatori del territorio. Il metodo utilizzato è stato rigoroso:
Il risultato finale è stata la selezione di un set di 14 KPI (10 indicatori chiave e 4 indicatori di supporto).
Il vero elemento di innovazione è la destinazione di queste informazioni: i dati raccolti saranno inseriti in una dashboard digitale. Si tratta di uno strumento completamente trasparente che permetterà di seguire in modo chiaro ed efficace i risultati dei progetti nel tempo, e che sarà sempre a disposizione del territorio e della comunit
Gli strumenti tecnologici come il Wallet Digitale e lo Smart Contract possono essere rigidi algoritmi informatici. Noi abbiamo deciso di applicare un modello di valore deciso dai cittadini per scambiare servizi. Lo scambio è basato sulla regola del “Controvalore”: non si usano soldi, ma token certificati su una blockchain civica in cambio di azioni a beneficio del territorio. Questo approccio all’economia di relazioni ha fatto emergere tre possibili target.
In cambio di trasporto persone o bagagli, “paga” il servizio lasciando recensioni approfondite o prestando attività socialmente utili, come la manutenzione dei cammini.
In cambio dell’utilizzo di aree attrezzate o per la ricarica per la bici elettrica, restituisce il valore aiutando nella manutenzione del verde pubblico del paese.
Chi riceve “un sacco buono” (kit di prodotti locali ed equipaggiamento) o servizi informativi digitali, scambia questo valore applicando la regola del “leave good, take waste” (lascia il bene, porta via l’immondizia) o condividendo il proprio sapere con i residenti.
Il Contratto Territoriale 2026-2035 è l’inizio di una governance permanente, sostenuta da un piano di investimenti di 12 Milioni di euro. L’Alta Sabina ha dimostrato che le aree interne non sono la periferia d’Europa, ma il centro da cui far partire la transizione ecologica globale, ripartendo dal tessuto umano.
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